Il TAR smonta il sistema TOLC: “Candidati affidati al caso”. Cosa cambia per il test Medicina?

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Il TAR del Lazio annulla le graduatorie e stronca il TOLC-Med, ma salva gli studenti già immatricolati: ecco cosa cambia

Indice

Le motivazioni del ricorso
“Il sistema TOLC mina la par condicio”: CISIA bocciato
Tar Lazio Tolc: Coefficiente di equalizzazione sotto inchiesta
Quesito facile o difficile? Il TAR stronca il principio applicato dal CISIA
La sentenza: ecco cosa ha stabilito il TAR sui TOLC
Perché il TOLC-Med 2023 non si ripeterà?
Test Medicina 2024: cosa succede ora?

Le motivazioni del ricorso

Un sistema siffatto non è, dunque, idoneo ad assicurare la selezione dei candidati più meritevoli e non può, pertanto, superare il vaglio di legittimità”. Si legge questo sulla sentenza numero 863 della III Sezione del Tribunale Amministrativo Regionale per il Lazio. Il CISIA, e il sistema dei TOLC da esso ideato, riceve quindi una severa bocciatura. Nel provvedimento infatti si smonta, pezzo dopo pezzo, tutto il meccanismo che ha regolato per due anni l’accesso a numero chiuso.

La sentenza del TAR Lazio Tolc fa riferimento a un ricorso che andava a mettere in dubbio tutto il sistema dei test. Le motivazioni della contestazione possono essere sintetizzate in cinque motivi:

  • 1. Aver utilizzato gli stessi quesiti della sessione di aprile in quella di luglio avrebbe avvantaggiato i candidati che hanno svolto la prova in estate;
  • 2. Il punteggio equalizzato avrebbe risentito molto del caso: avere un questionario più difficile comportava un punteggio massimo raggiungibile più alto rispetto a chi aveva ricevuto domande più facili;
  • 3. Il CISIA non ha motivato gli atti amministrativi, non riportando il numero di quesiti evasi (corretti, sbagliati, non svolti), il punteggio equalizzato elaborato per ogni singola sezione e il punteggio equalizzato della prova;
  • 4. Il test non consentiva una libera gestione del tempo;
  • 5. Il numero dei posti messi a disposizione darebbe frutto di un’indagine carente e approssimativa da parte del Ministero della Salute.

Il soggetto che ha fatto ricorso aveva inoltre espresso la richiesta di essere egli stesso ammesso alla facoltà di Medicina e Chirurgia che aveva indicato fra le preferenze.

Il ricorso è stato accolto parzialmente. Chi lo ha presentato infatti non ha ottenuto quello che sperava e continua a essere escluso. La parte che però interessa a tutti noi occupa tuttavia gran parte della sentenza del TAR, che ha dichiarato illegittimo tutto il sistema dei TOLC ideato dal CISIA. Una bocciatura su tutta la linea da parte dei giudici amministrativi che non lascia spazio a interpretazioni.

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“Il sistema TOLC mina la par condicio”: CISIA bocciato

Il Tribunale parte dalla Costituzione, che è la bussola del nostro ordinamento giuridico. Nella Carta infatti si legge che “i capaci e i meritevoli, anche se privi di mezzi, hanno diritto di raggiungere i gradi più alti degli studi” (art. 34). Questo principio combacia con la natura moderna del nostro stato, con la Repubblica che “promuove lo sviluppo della cultura e la ricerca scientifica e tecnica” (art. 9). L’Italia, inoltre “riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell’uomo, sia come singolo, sia nelle formazioni sociali ove si svolge la sua personalità” (art. 2).

Ciascun cittadino deve inoltre svolgere “un’attività o una funzione che concorra al progresso materiale o spirituale della società”. Ognuno deve però ricoprire questo ruolo secondo le proprie possibilità e la propria scelta” (art. 2). Impostate queste premesse, la Corte Costituzionale ha però ricordato che “il legislatore […] può regolare l’accesso agli studi anche […] limitandolo in relazione a requisiti di capacità e di merito, sempre in condizioni di eguaglianza, e anche in vista di obiettivi di utilità sociale”.

Nel nostro caso, lo Stato può imporre dei paletti per regolare l’afflusso alle facoltà di Medicina e Chirurgia per garantire una più adeguata tutela del Servizio Sanitario Nazionale. In poche parole, medici più competenti assicurano una copertura della salute pubblica migliore. Questo principio deve però passare per parametri meritocratici e, soprattutto, prevedibili e chiari. Il TAR Lazio sui TOLC ha però evidenziato che “una selezione influenzata da fattori casuali […] non potrebbe in alcun modo ritenersi confacente all’obbligo della Repubblica” di tutelare il diritto fondamentale alla salute.

In sostanza, il sistema dei TOLC ideato dal CISIA non solo avrebbe leso il diritto di noi cittadini di accedere a cure efficienti, ma ha minato la par condicio tra i candidati.

TAR Lazio TOLC: Coefficiente di equalizzazione sotto inchiesta

Ma cos’è la par condicio? È un’espressione latina che indica la parità di condizione tra i candidati in una selezione. Immaginiamo questo concetto come una gara di corsa: tutti i concorrenti devono scattare dallo stesso punto di partenza e devono poter arrivare a tagliare lo stesso traguardo, raggiungibile tramite un percorso uguale per tutti. Il TAR Lazio ha però evidenziato che il TOLC-Med non garantisce questo principio.

Il Tribunale, infatti, ha dichiarato “incontestabile” il fatto che “le prove somministrate ai candidati non erano omogenee quanto a difficoltà complessiva individuata attraverso il coefficiente di equalizzazione”. Se Chiara ha ricevuto una prova con coefficiente 32, mentre Paolo una prova con coefficiente 34, il punteggio massimo conseguibile da Chiara sarà inferiore a quello di Paolo di 2 punti.

Una differenza tra i coefficienti di equalizzazione delle prove di soli 2 punti – su scala nazionale – può corrispondere a una differente collocazione di centinaia o migliaia di posti. Questa disomogeneità delle prove rappresenta dunque un “fattore, non controllabile dal candidato, di premialità o penalizzazione” capace di “influenzare l’accesso o l’esclusione dai corsi”. In questo contesto, si permette ad agenti esterni (“effetto alea”) di “ergersi a vero giudice dell’ammissione o meno”.

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Quesito facile o difficile? Il TAR stronca il principio applicato dal CISIA

Agli occhi del Consorzio che ha ideato e gestisce il test d’ingresso a Medicina era chiaro un principio: “A maggiore difficoltà del singolo quesito corrisponde un maggio esito errato della risposta”. Il Tribunale Amministrativo Regionale per il Lazio ha però bocciato anche questo assunto. Per i giudici, infatti, possono causare un errore anche fattori del tutto “casuali e contingenti”, come “errori di distrazione, stanchezza, ecc.”.

Il CISIA ha fondato su questa idea tutto il sistema di equalizzazione, che tanto ha fatto infuriare gli studenti. Il criterio con cui si è assegnato il grado di difficoltà dei quesiti però, si legge nella sentenza, “non risulta scientificamente fondato secondo il sapere tecnico specialistico”, ma si fonda “sul metodo statistico che […] si presta a effetti distorsivi”.

I giudici sottolineano, a maggior ragione, che la somministrazione di prove diverse e la scelta di avvalersi di un sistema di equalizzazione non sia di per sé una scelta sbagliata. Tuttavia, se si vuole applicare questo metodo, bisogna ricorrere ad accorgimenti che garantiscano la “parità di trattamento e l’imparzialità dell’amministrazione”. Questo deve avvenire al fine di assicurarsi che le prove siano “bilanciate, equivalenti ed omogenee”.

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La sentenza: ecco cosa ha stabilito il TAR sui TOLC

Da queste considerazioni, il TAR Lazio ha scritto una sentenza che annulla:

  • il Decreto Ministeriale n. 1107/2022 – Definizione delle modalità e dei contenuti della prova di ammissione c.d. test TOLC ai corsi di laurea e laurea magistrale a ciclo unico Medicina e Chirurgia e Odontoiatria e Protesi Dentaria e Medicina Veterinaria in lingua italiana per l’a.a. 2023/2024;
  • il Decreto Direttoriale n. 1925/2022 – Modalità di svolgimento del test “TOLC” e della successiva formazione delle graduatorie di merito per l’accesso ai corsi di laurea magistrale a ciclo unico in Medicina e chirurgia e Odontoiatria e protesi dentaria e Medicina veterinaria;
  • i bandi di concorso per l’accesso ai corsi di laurea a numero programmato della facoltà di Medicina e Chirurgia e Odontoiatria e Protesi Dentaria per l’anno accademico 2023/2024 delle varie università;
  • la graduatoria unica nazionale del concorso per l’ammissione al Corso di Laurea in Medicina e Chirurgia e Odontoiatria e Protesi Dentaria per l’anno accademico 2023/2024 pubblicata nell’area riservata del portale del CINECA il 5 settembre 2023.

Questo significa che tutti i candidati dovranno ripetere il test? Assolutamente no. Il TAR ha infatti escluso che questa sentenza abbia ripercussioni sulle immatricolazioni già avvenute o comunque in corso di perfezionamento.

Perché il TOLC-Med 2023 non si ripeterà?

Ma se tutta la procedura è considerata illegittima, perché rimane valida per chi si è già immatricolato? I giudici spiegano anche questo aspetto. Se infatti si ripetesse il TOLC-Med 2023, si andrebbe a formare un “inaccettabile pregiudizio” in chi vuole diventare medico. In poche parole, tante persone verrebbero scoraggiate nel fare i test d’ingresso a Medicina, con effetti devastanti a lungo termine sulla carenza di risorse specializzate e una conseguente minore offerta di servizi sanitari. Senza contare le ripercussioni personali su chi credeva di avercela fatta e invece si potrebbe ritrovare al punto di partenza.

Non è possibile neanche aprire le porte delle facoltà di Medicina a tutti coloro che hanno partecipato al TOLC-Med. Questo almeno per tre motivi:

  • 1. Non è possibile pensare che le Università possano ricevere un numero di studenti di gran lunga superiore a quello che possono accogliere. Basti pensare ad aspetti pratici come il numero di posti nelle aule, dei docenti e del personale tecnico, la disponibilità di accedere ad attrezzature e a laboratori scientifici efficiente oppure la facoltà di attivare tirocini per tutti;
  • 2. Il fabbisogno annuale dei medici è competenza del Ministero della Salute che coopera con le Regioni e le province autonome di Trento e Bolzano, con la Federazione nazionale degli Ordini dei medici e con altri Ordini e Collegi professionali interessati. Se infatti si immettono sul mercato del lavoro troppi laureati, potrebbe esserci un esubero di potenziali medici, che potrebbero lasciare il nostro Paese per ricercare fortuna all’estero;
  • 3. Collegato al secondo motivo: è la politica che deve occuparsi di allargare (o restringere) la platea degli immatricolati. Il potere giudiziario non può infatti sostituirsi al potere legislativo o esecutivo: sarebbe incostituzionale.

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Test Medicina 2024: cosa succede ora?

La domanda sorge ora spontanea. Tutti coloro che devono affrontare il test per entrare a Medicina nell’anno 2024 cosa devono aspettarsi? Il giudizio del TAR è stato molto severo nei confronti di CISIA e di conseguenza del MUR, che ha scelto di avvalersi di questo criterio. La ministra Anna Maria Bernini ha affermato in questo articolo che le domande del prossimo test di Medicina saranno «‘pescati’ da una banca dati». Una banca dati che la ministra ha «voluto fortemente aperta e pubblica».

Tuttavia, la verità salterà fuori solo con il bando per l’anno 2024 che potrebbe rivelarsi rivoluzionario per l’accesso alle facoltà a numero chiuso in Italia.

Cosa ha stabilito il TAR Lazio sui TOLC?
Il Tribunale Amministrativo Regionale per il Lazio con la sentenza n. 863 del 17 gennaio 2024 ha dichiarato illegittimo il sistema di equalizzazione del punteggio dei TOLC e ha annullato i bandi di concorso dei posti messi a disposizione per le facoltà di Medicina e Chirurgia e Odontoiatria e Protesi Dentaria, nonché le relative graduatorie. Nonostante questo, i ragazzi che si sono già immatricolati sono comunque da considerare ammessi a tutti gli effetti. Allo stesso modo, coloro che stanno perfezionando l’immatricolazione possono completare l’iter burocratico per accedere alla facoltà. Di conseguenza ogni nuovo ed eventuale scorrimento è bloccato.
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