Assistente Sanitario: di cosa si occupa e come diventarlo

Assistente Sanitario

L’Assistente sanitario è una figura che spesso crea confusione. Facciamo chiarezza sul suo ruolo professionale e come diventarlo!

Indice

Chi è l’Assistente sanitario?
Assistente sanitario: cosa fa?
Come si diventa Assistente sanitario?
Il test d’ingresso
Sbocchi professionali
Qual è la differenza tra Assistente sanitario e OSS?

Chi è l’Assistente sanitario?

L’Assistente sanitario è: “l’operatore sanitario che, in possesso del diploma universitario abilitante e dell’iscrizione all’albo professionale, è addetto alla prevenzione, alla promozione e alla educazione per la salute”. In Italia questa figura compare dopo la Prima Guerra Mondiale, grazie alla collaborazione tra la Croce Rossa Italiana e la Croce Rossa Americana. Invece, la legge che regolarizza tale professione sanitaria risale soltanto alla fine degli anni Novanta.
Tra le principali attività di un assistente sanitario troviamo:

  • verificare e controllare igiene e sicurezza ambientale;
  • controllare la sanità pubblica e veterinaria.

Assistente sanitario: cosa fa?

L’assistente sanitario svolge la sua attività in strutture pubbliche e private, in regime di dipendenza o di libero professionista. Contribuisce inoltre alla formazione del personale di supporto, e concorre direttamente all’aggiornamento relativo al proprio profilo professionale.
È essenziale la sua funzione di educatore alla salute integrando sia gli aspetti sociali che sanitari della vita familiare, scolastica e lavorativa.
Nello specifico tra le attività dell’Assistente sanitario troviamo:

  • identificazione dei bisogni di salute sulla base dei dati epidemiologici e socio-culturali, individuazione dei fattori di rischio biologici e sociali, responsabilità dell’attuazione e della soluzione degli interventi che rientrano nell’ambito delle proprie competenze
  • progettazione, programmazione, attuazione e valutazione degli interventi di educazione alla salute in tutte le fasi della vita della persona
  • collaborazione alla definizione delle metodologie di comunicazione, ai programmi ed a campagne per la promozione e l’educazione sanitaria
  • formazione e aggiornamento degli operatori sanitari e scolastici per quanto concerne la metodologia dell’educazione sanitaria
  • programmi di pianificazione familiare e di educazione sanitaria, sessuale e socio-affettiva
  • attuazione di interventi specifici di sostegno alla famiglia, attivazione delle risorse di rete anche in collaborazione con i medici di medicina generale ed altri operatori sul territorio e partecipazione ai programmi di terapia per la famiglia
  • sorveglianza, per quanto di sua competenza, delle condizioni igienico-sanitarie nelle famiglie, nelle scuole e nelle comunità assistite e controllo dell’igiene dell’ambiente e del rischio infettivo
  • relazione e verbalizzazione alle autorità competenti e proposte di soluzioni operative
  • operatività nell’ambito dei Centri congiuntamente o in alternativa con i Servizi di educazione alla salute, negli uffici di relazione con il pubblico
  • collaborazione, per quanto di sua competenza, agli interventi di promozione ed educazione alla salute nelle scuole
  • partecipazione alle iniziative di valutazione e miglioramento alla qualità delle prestazioni dei servizi sanitari rilevando, in particolare, i livelli di gradimento da parte degli utenti
  • concorso alle iniziative dirette alla tutela dei diritti dei cittadini con particolare riferimento alla promozione della salute
  • partecipazione alle attività organizzate in forma dipartimentale, sia distrettuali che ospedaliere, con funzioni di raccordo interprofessionale, con particolare riguardo ai dipartimenti destinati a dare attuazione ai progetti-obiettivo individuati dalla programmazione sanitaria nazionale, regionale e locale
  • svolgimento delle proprie funzioni con autonomia professionale anche mediante l’uso di tecniche e strumenti specifici
  • svolgimento di attività didattico-formativa e di consulenza nei servizi, ove richiesta la sua competenza professionale
  • azione sia individuale sia in collaborazione con altri operatori sanitari, sociali e scolastici, avvalendosi, ove necessario, dell’opera del personale di supporto
  • Case Manager, ovvero raccordo interprofessionale e tra struttura e territorio. È la figura preferenziale per questo ruolo in quanto possiede le competenze necessarie per conoscere il territorio e l’azienda ospedaliera.

Come si diventa Assistente sanitario?

Come per tutte le professioni sanitarie, anche per diventare Assistente sanitario il primo step è quello di superare il test per Professioni Sanitarie, a numero chiuso. Il corso di laurea in Assistenza Sanitaria appartiene alla classe L/SNT4 in Professioni sanitarie della prevenzione. È una laurea triennale a titolo abilitante: infatti, dopo aver conseguito il titolo di studio, sarà necessario iscriversi all’Albo degli Assistenti Sanitari presso l’Ordine dei Tecnici Sanitari di Radiologia Medica e delle Professioni Sanitarie Tecniche, della Riabilitazione e della Prevenzione. Ovviamente, in seguito alla laurea triennale è possibile proseguire gli studi conseguendo una laurea magistrale in Scienze delle professioni sanitarie della prevenzione, della durata di due anni, così da ottenere una formazione avanzata nel proprio settore e arrivare a ricoprire anche ruoli dirigenziali.

assistente sanitario

Il test d’ingresso

Come anticipato, per diventare assistente sanitario bisognerà superare il test professioni sanitarie. Per quanto riguarda il 2023, il test si terrà il 14 settembre per tutte le professioni sanitarie triennali mentre per le professioni sanitarie magistrali sarà il 28 settembre.
Innanzitutto, la prima informazioni da sapere è che la prova si svolge in data unica a livello nazionale, anche se le successive graduatorie vengono gestite in autonomia dalle singole Università. Questo vuol dire che, a differenza dei Tolc Medicina 2023, non c’è una graduatoria nazionale.
Oltre a ciò, anche se molti Atenei si affidano al CINECA per la somministrazione dei quesiti del Test Professioni Sanitarie 2023, non è detto che le prove siano uguali tra di loro nelle diverse Università. Ciò che però è uguale è il numero di domande e le materie su cui questi quesiti di basano.
La prova si basa sulle seguenti materie:

  • 4 domande | Competenze di lettura e conoscenze acquisite negli studi
  • 5 domande | Ragionamento logico e problemi
  • 23 domande | Biologia
  • 15 domande | Chimica
  • 13 domande | Fisica e Matematica

I punteggi, invece, sono così calcolati: 1.5 punti per ogni risposta esatta, –0.4 punti per ogni risposta errata e 0 punti per ogni risposta non data. Ricordiamo, inoltre, che i candidati hanno 100 minuti di tempo per rispondere alle domande presenti nel Test Professioni Sanitarie 2023.

Sbocchi professionali

L’assistente sanitario può esercitare la professione in strutture sia pubbliche che private, così come da libero professionista. Tra le possibilità lavorative figurano:

  • le strutture del Servizio sanitario nazionale;
  • aziende, istituti e fondazioni privati;
  • case di cura;
  • cliniche e studi medici;
  • servizi di assistenza a domicilio.
  • uffici di relazione con il pubblico;
  • servizi e dipartimenti di prevenzione e protezione;
  • servizi di igiene e sicurezza negli ambienti di lavoro e nelle mense;
  • uffici di supporto per le attività sociosanitarie rivolte ad anziani, disabili, bambini e adulti;
  • direzioni medico ospedaliere;
  • servizi epidemiologici aziendali e regionali;
  • servizi territoriali psichiatrici;
  • sportelli territoriali, inclusi consultori, strutture per il contrasto alle tossicodipendenze e servizi pediatrici;
  • servizi per le dipendenze;
  • case circondariali e penitenziari;
  • direzioni provinciali del lavoro;
  • uffici dell’Inail.

Infine, chi esercita la professione di Assistente sanitario è tenuto a partecipare attivamente ai corsi previsti nell’ambito dell’ECM (Educazione Continua in Medicina), il programma nazionale di attività formative attivo in Italia dal 2002 per la formazione degli operatori della sanità.

Qual è la differenza tra Assistente sanitario e OSS?

Nonostante spesso vengano confusi, tra l’assistente sanitario e l’OSS le differenze sono molteplici.

L’operatore socio-sanitario, quindi OSS, deve rispondere ai bisogni primari della persona in ambito sanitario e sociale, ed è impegnato a migliorare il benessere e l’autonomia dell’assistito. In generale si occupa di assistere pazienti non autosufficienti e di aiutare professionisti sanitari nelle loro attività quotidiane.
Invece, l’assistente sanitario si occupa di educazione alla salute.

Chi è l’assistente sanitario?
L’assistente sanitario è: “l’operatore sanitario che, in possesso del diploma universitario abilitante e dell’iscrizione all’albo professionale, è addetto alla prevenzione, alla promozione e alla educazione per la salute”.
Tra le principali attività di un assistente sanitario troviamo: il controllo dell’igiene e sicurezza ambientale e la sanità pubblica e veterinaria.
Come si diventa Assistente Sanitario?
L’assistente sanitario svolge la sua attività in strutture pubbliche e private, in regime di dipendenza o di libero professionista.
L’assistente sanitario contribuisce inoltre alla formazione del personale di supporto, e concorre direttamente all’aggiornamento relativo al proprio profilo professionale.
È essenziale la sua funzione di educatore alla salute integrando sia gli aspetti sociali che sanitari della vita familiare, scolastica e lavorativa.
Quali sono le differenze tra assistente sanitario e oss?
L’operatore socio-sanitario, quindi OSS, deve rispondere ai bisogni primari della persona in ambito sanitario e sociale, ed è impegnato a migliorare il benessere e l’autonomia dell’assistito.
In generale si occupa di assistere pazienti non autosufficienti e di aiutare professionisti sanitari nelle loro attività quotidiane.
Invece, l’assistente sanitario si occupa di educazione alla salute.
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